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    6 months ago
  • Museo Nazionale di San Marco
  • #fiorinellarte anche nei codici miniati della Biblioteca del Museo Nazionale di San Marco, Firenze / Come nasce un codice miniato (a cura della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino). - Il supporto. La pergamena si otteneva dalla lavorazione delle pelli di pecora, capra o vitello, tanto più pregiate, quanto più erano piccole. - La preparazione della pagina. La pergamena veniva piegata a metà più volte fino a ottenere la dimensione desiderata; in questo modo si realizzava un fascicolo. Ogni codice era composto da più fascicoli. Con la riga e la squadra il copista, detto anche amanuense, delimitava sulle pagine lo spazio destinato al testo - lo specchio di scrittura - e con lo stile incideva le righe, dopo aver praticato con il compasso, ai margini della pagina, una serie di forellini per definire un'uguale distanza tra una riga e l'altra. Per la trascrizione del testo l'amanuanse, usava la penna d'oca, l'inchiostro, generalmente di colore bruno. Lasciava lo spazio per le iniziali che dovevano essere miniate. - La doratura. Le parti del disegno destinate a essere dorate venivano preparate con un composto di gesso sottilissimo, argilla rossa, colla di pergamena e miele. Poi il miniatore stendeva con il pennello l'albume d'uovo, che aveva funzione di legante e su di esso applicava con la pennellessa la foglia d'oro, dopo averla tagliata sull'apposito cuscino con il coltello piatto. A questo punto ritagliava lungo i contorni del disegno l'oro in eccedenza e infine lucidava la doratura, sfregandola con il brunitoio, uno strumento formato da una pietra d'agata o da un dente di carnivoro infisso in un'asticella di legno. - Zanobi Strozzi e Filippo Di Matteo Torelli, Graduale Festivo A, Iniziale "S" con Vergine protettrice dei Domenicani (dettaglio), 1448-1449 #firenze #florence #medioevo #miniature #spring #springbreak #nature #handmade #art #arte #theweekinmuseitaliani #italia #italy #theweekoninstagram #travelgram #dametraveler #livecolorfully #theartofslowliving #exploreitaly #tasteintravel #traveler_stories #traveldeeper #whatitalyis #lovetheworld #italianmuseums #igersitalia #igersfirenze #neverstopexploring
    museitaliani #fiorinellarte anche nei codici miniati della Biblioteca del Museo Nazionale di San Marco, Firenze / Come nasce un codice miniato (a cura della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino).
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Il supporto. La pergamena si otteneva dalla lavorazione delle pelli di pecora, capra o vitello, tanto più pregiate, quanto più erano piccole.
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La preparazione della pagina. La pergamena veniva piegata a metà più volte fino a ottenere la dimensione desiderata; in questo modo si realizzava un fascicolo. Ogni codice era composto da più fascicoli. Con la riga e la squadra il copista, detto anche amanuense, delimitava sulle pagine lo spazio destinato al testo - lo specchio di scrittura - e con lo stile incideva le righe, dopo aver praticato con il compasso, ai margini della pagina, una serie di forellini per definire un'uguale distanza tra una riga e l'altra. Per la trascrizione del testo l'amanuanse, usava la penna d'oca, l'inchiostro, generalmente di colore bruno. Lasciava lo spazio per le iniziali che dovevano essere miniate.
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La doratura. Le parti del disegno destinate a essere dorate venivano preparate con un composto di gesso sottilissimo, argilla rossa, colla di pergamena e miele. Poi il miniatore stendeva con il pennello l'albume d'uovo, che aveva funzione di legante e su di esso applicava con la pennellessa la foglia d'oro, dopo averla tagliata sull'apposito cuscino con il coltello piatto. A questo punto ritagliava lungo i contorni del disegno l'oro in eccedenza e infine lucidava la doratura, sfregandola con il brunitoio, uno strumento formato da una pietra d'agata o da un dente di carnivoro infisso in un'asticella di legno.
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Zanobi Strozzi e Filippo Di Matteo Torelli, Graduale Festivo A, Iniziale

    #fiorinellarte anche nei codici miniati della Biblioteca del Museo Nazionale di San Marco, Firenze / Come nasce un codice miniato (a cura della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino).
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    Il supporto. La pergamena si otteneva dalla lavorazione delle pelli di pecora, capra o vitello, tanto più pregiate, quanto più erano piccole.
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    La preparazione della pagina. La pergamena veniva piegata a metà più volte fino a ottenere la dimensione desiderata; in questo modo si realizzava un fascicolo. Ogni codice era composto da più fascicoli. Con la riga e la squadra il copista, detto anche amanuense, delimitava sulle pagine lo spazio destinato al testo - lo specchio di scrittura - e con lo stile incideva le righe, dopo aver praticato con il compasso, ai margini della pagina, una serie di forellini per definire un'uguale distanza tra una riga e l'altra. Per la trascrizione del testo l'amanuanse, usava la penna d'oca, l'inchiostro, generalmente di colore bruno. Lasciava lo spazio per le iniziali che dovevano essere miniate.
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    La doratura. Le parti del disegno destinate a essere dorate venivano preparate con un composto di gesso sottilissimo, argilla rossa, colla di pergamena e miele. Poi il miniatore stendeva con il pennello l'albume d'uovo, che aveva funzione di legante e su di esso applicava con la pennellessa la foglia d'oro, dopo averla tagliata sull'apposito cuscino con il coltello piatto. A questo punto ritagliava lungo i contorni del disegno l'oro in eccedenza e infine lucidava la doratura, sfregandola con il brunitoio, uno strumento formato da una pietra d'agata o da un dente di carnivoro infisso in un'asticella di legno.
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    Zanobi Strozzi e Filippo Di Matteo Torelli, Graduale Festivo A, Iniziale "S" con Vergine protettrice dei Domenicani (dettaglio), 1448-1449
    #firenze #florence #medioevo #miniature #spring #springbreak #nature #handmade #art #arte #theweekinmuseitaliani #italia #italy #theweekoninstagram #travelgram #dametraveler #livecolorfully #theartofslowliving #exploreitaly #tasteintravel #traveler_stories #traveldeeper #whatitalyis #lovetheworld #italianmuseums #igersitalia #igersfirenze #neverstopexploring

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